Febbraio 2012
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Gli orari dei bus ATAF, sempre una soggettiva percezione degli autisti che ti fanno perdere le corse giuste.
Gennaio 2012
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Le crisi di autostima provocate dalle mancanze altrui. L’istinto omicida che ne deriva. La fatica di rimettere assieme i pezzi, dopo aver compreso l’inganno.
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Vedermi sfrecciare via di sotto al naso l’autobus che dovevo prendere.
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La signora botulinata e un tantinello agè che fa la giovine con amica più sobria al takeaway cinese e ritiene che essere dotata di passera la renda superiore all’uomo che col piatto in mano aspetta un posto per mettersi seduto a mangiare. Dunque la signora si rivolta in malo modo perchè dopo aver finito di pranzare vuol restare a fare amabili chiacchere con amica: “Signore, vi spiace...
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Queste ca**o di Poste Italiane, in cui il pagamento con Bancomat non funziona mai.
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Che non mi si smentisca mai ogni volta che prendo un autobus. Oggi l’autista fa un suo percorso di fantasia, olè. Vediamo dove ci porta - mai sottovalutare il fattore sorpresa dell’imprevisto.
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Il puntuale riscontro che si puó sempre contare sul sudicione che piscia in bagno senza alzare la seggetta.
Ma in fondo, è colpa della mamma che chissà che altro aveva da fare per non educare il figlio sudicione.
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I pantaloni con le zampette da focomelico.
Chi ha i polpacci non ci entra!!!
Dicembre 2011
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I bus dell’Ataf che pur di non essere in orario passano in anticipo.
E ti lasciano a piedi.
E perdi il treno.
Ataf, cani siete e cani rimarrete.
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Milano all’ora di punta.
I panzoni sul treno, tanto tronfi da sembrare lucidi.
l treno accanto al mio che parte, il mio corpo che registra erroneamente che siamo noi a muoverci e la nausea che mi attacca.
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1€ per andare al cesso in stazione. Ogni volta che ci ricado mi girano i coglioni.
Novembre 2011
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Le giornate così in cui tutto mi rende nervoso e irritabile, come il fastidio dei tessuti sulla pelle quando ti sale la febbre.
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Il pessimo dopobarba del supermercato dell’uomo alla fermata del bus ad almeno 10 metri da me.
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Il mal d’auto sul bus guidato dall’autista cane.
Ottobre 2011
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I ciclisti che serenamente si ostinano a non viaggiare sulle corsie ciclabili mettendo a repentaglio la mia sicurezza e i pedoni incoscienti che camminano al centro esatto della strada.
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Il Corriere di Firenze che titola stronzate immani, giocando con indecenza su paure per gente stupida. Andrebbero denunciati, radiati e bruciati.
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Quei rompc*glioni di Lotta Comunista piazzati davanti alla porta dell’ufficio che fanno anche battutine stronze se non gli compri il giornaletto.
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La voce automatica dell’autobus che stamani ha annunciato per ben 2 fermate qualcosa di vagamente simile a Lavapies. A Firenze??
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Il maleducato giovinastro che stamani al bar si è appropriato del mio cappuccino e che ha fatto occhio di triglia non solo quando la barista gli ha detto che era mio, ma anche quando io ho detto “non importa, lasciaglielo, aspetto il prossimo.
http://inkstagram.com/#/photos/251068307_272431
Settembre 2011
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Non avere la minima capacità di resistenza: corro a comprarmi tutte le ristampe degli Smiths rimasterizzati.
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Gli autisti dell’Ataf che guidano sempre peggio. E *non* è una mia impressione. Lo conferma la mia schiena dolorante.
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Il 50enne vanitoso e molto brutto che come un adolescente spudorato si vanta con gli amichetti del bar: a 35 (!) anni *lui* ha ancora l’inarrestabile necessità di consumare passera in quantità impossibili. Aggiungendo: finché dura. Perché per ora ce l’ha *sempre* ritto, ma che ovviamente tra poco non potrà essere ancora così
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Le pippe filosofiche al posto dei discorsi concreti.
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Sia che canta su un singolo di David Guetta. Argh.
Agosto 2011
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Non aver potuto portare a casa mia il Mao del 1973 di Warhol esposto al Museo Pecci.
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L’ultimo giorno di vacanza.
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Sudare, farmi una doccia, ricominciare a sudare prima ancora di aver infilato un paio di mutande pulite.
Luglio 2011
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Le magliette con su scritto “Noi siamo la libertà… la libertà non muore mai”. Ah no?
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Rientrare da un breve soggiorno all’estero e ancora sbattere sulla triste evidenza che questo paese ha perso la strada verso civiltà, progresso, avanzamento.
Giugno 2011
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L’ultima cosa dimenticata in casa prima di partire che ti costringe a risalire in casa, riaprire tutto… Ah era già nell’altra tasca della borsa.
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La ca**o di sabbia rovente sulla spiaggia che ti scotta le tenere palme dei piedi!
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Quelli del piano di sotto che non salutano. La so scrivere anche io una query, essere un programmatore non ti rende un essere superiore, collega.
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I furby delle file, che si mettono sul lato opposto e fanno la faccia di quelli che sperano di non essere notati e contano sul fatto che nessuno avrà la faccia di dirgli qualcosa.
Ma stavolta hai incontrato l’uomo sbagliato.
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Non saper decidere se la mia nuova bicicletta usata, la prima dopo circa 30 anni, si chiama Amanda oppure Giulio.
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L’autobus giusto che ti parte davanti con l’autista che pensa al telefono invece che a raccogliere te.
Maggio 2011
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La signorina in bici nella stradina stretta del centro che in controsenso non si ferma davanti a nulla, autobussino, furgone delle consegne, automobili…
O sa di essere invincibile o è proprio stronza. La seconda, si…
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I bimbini imberbi che fanno gli spocchiosetti adulti solo perché con la primavera possono mostrare qualche pelo sulle gambette.
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Le donne che, complici, si lamentano “per principio”. Specialmente dei loro uomini. Se vi sono così insopportabili, che ve li tente a fare??
Aprile 2011
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I maschi che davanti a una partita emettono gemiti e guaiti, si producono in esclamazioni e gesti inconsulti. Specialmente al ristorante.
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Una tecnologia che mi muore tra le mani. È come un gattino che soffre e tu non puoi far nulla per lui.
Marzo 2011
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Quei sogni antipatici che ti fanno svegliare con la sensazione di uneasiness che ti può rovinare la giornata.
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Le donne che quando nascono stronze restano stronze tutta la vita.
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Il tempo sprecato sotto la pioggia ad aspettare autobus che non passano.
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Che al posto del bello e glorioso Cinema Gambrinus aprano un merd*so Rock Cafè!
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Tornare a casa la sera e affrontare un tale gelo che ti si ghiacciano le dita delle mani in un battibaleno.
Febbraio 2011
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Le galline a cui interessa il nome e non la sostanza.
contrapvnctvs ha chiesto: Perché?
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Il responsabile che ogni spesso cambia la sincronizzazione dei semafori su via Ruffini e via Poliziano, rendendo quei 150 metri un delirio da 4 semafori rossi tutti di fila. Voglio il nome per offenderlo di persona.
Gennaio 2011
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Pagare il truffabbonamento della Rai. Soldi rubati.
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I fascistelli del cazz* che vicino a casa mia imbrattano i muri del sottoponte con scritte contro gli ebrei.
Ma state ancora a questo, poveri pezzenti ritardati che non siete altro???